Il presente sito web utilizza i cookie, compresi quelli per scopi pubblicitari, cookie dei social media e cookie analitici. Per sapere quali cookie utilizziamo e in che modo è possibile modificare le impostazioni dei cookie, fare clic qui. Continuando a navigare sul presente sito web, l'utente accetta il nostro utilizzo dei cookie

  Per saperne di piu'

Approvo

Il presente sito web utilizza i cookie, compresi quelli per scopi pubblicitari, cookie dei social media e cookie analitici. Per sapere quali cookie utilizziamo e in che modo è possibile modificare le impostazioni dei cookie, fare clic qui. Continuando a navigare sul presente sito web, l'utente accetta il nostro utilizzo dei cookie

Spasticità

La spasticità è un disturbo motorio, caratterizzato da un aumento dipendente dalla velocità, dei riflessi tonici da stiramento. Questo significa che il tono muscolare aumenta con il movimento e diminuisce con il riposo.Il medico valuta la spasticità attraverso l’osservazione del tono muscolare durante il movimento passivo secondo diverse scale numeriche: quelle più utilizzata è la scala di Ashworth.La spasticità è provocata da una lesione del sistema nervoso centrale, cioè il cervello ed il midollo spinale.Questa lesione altera la funzione di soppressione del tono muscolare di alcuni centri del sistema integrato sensitivo-motorio favorendo così la spasticità. Esiste, in questo quadro alterato anche un altro disturbo che si chiama clono; esso consiste in contratture alternate di gruppi opposti di muscoli causate da un circuito riverberante. Con tutti e due i sintomi il paziente ha una limitazione del movimento volontario. Ma anche la normale postura è gravemente danneggiata per esempio la tensione muscolare in flessione limita l’allungamento completo delle anche e delle ginocchia e rendono impossibile coricarsi in posizione orizzontale, così che durante la notte è possibile dormire o girarsi solo da un lato. La contrattura dei muscoli adduttori cioè i muscoli che permettono di unire le ginocchia può spastica rende difficoltoso il vestirsi o la cura dell’igiene personale. Con la spasticità troppo alta, il malato può non essere in grado di muovere le braccia o le gambe. Inoltre le contratture spastiche rendono difficoltoso l’uso delle stampelle. Quando la spasticità è presente per molto tempo porta ad una limitazione del movimento delle articolazioni con calcificazioni che impediscono definitivamente il movimento, oltre che essere fonte di dolore. Il trattamento della spasticità è innanzitutto farmacologico e fisiatrico. Il farmaco più utilizzato è il baclofen da somministrarsi in pastiglie il cui meccanismo di azione è dovuto all’inibizione di rilascio dei neurotrasmettitori eccitanti che aumentano il tono muscolare. Certi movimenti possono essere mantenuti attraverso la fisioterapia o con un programma di allungamenti o con il potenziamento di movimenti funzionali come ad esempio mantenere la capacità di camminare con le stampelle, di usare la sedia a rotelle, essere in grado di guidare. Un altro farmaco usato per il controllo della spasticità è la tossina botulinica, un bloccante neuromuscolare. Viene usato per diminuire la contrazione muscolare nella spasticità attraverso iniezioni praticate direttamente sul gruppo di muscoli colpiti. L’effetto dura fino a 6 mesi ed è ripetibile. Qualora le terapie mediche non siano efficaci si può ricorrere alla chirurgia, specialmente nei casi di grave spasticità che viene definita come spasticità spinale se il danno è a livello del midollo o come spasticità sovraspinale se il danno coinvolge l’encefalo. Di seguito elenchiamo le principli cause di spasticità: cause di spasticità spinale:

  • trauma midollare
  • sclerosi multipla
  • ischemia midollare
  • mielopatie spinali
  • paraparesi ereditarie

cause di spasticità sovraspinale:

  • trauma cranico
  • ischemia cerebrale diretta o da anossia
  • emorragie cerebrale
  • sclerosi multipla
  • paralisi cerebrale infantile

La chirurgia della spasticità si divide in procedure reversibili quali la neurostimolazione midollare o l’impianto di infusori intratecali o in procedure lesive o irreversibili quali le rizotomie. La neurostimolazione consiste nell’impianto di un neuropacemaker costituito da un guscio duro ovoidale da posizionare sottocute che consiste nella batteria e nel centro di controllo e da un elettrocatetere da posizionarsi a livello intraspinale a livello delle radici posteriori del midollo spinale ove esiste una alterata attività di controllo del tono muscolare. Tale elettrodo eroga una piccola quantità di corrente atta a modificare il bilanciamento danneggiato del tono muscolare proprio sui centri di integrazione nervosa spinale. Uno dei pionieri di questa tecnica è il Dr. Barolat che ha dimostrato la sua efficacia nei malati affetti da spasticità di grado medio e da spasmi. L’altra metodica chirurgica reversibile, principalmente usata nei casi di spasticità grave, è l’impianto di un sistema di infusione intratecale di farmaci, in questo caso si usa il baclofen; essa consiste nell’applicare una pompa a governo elettronico nel tessuto sottocutaneo dell’addome. La pompa è connessa ad un catetere attraverso il quale si fa pervenire il farmaco nella zona posteriore del midollo spinale. Poiché tutto il principio attivo del farmaco viene utilizzato, si evitano gli effetti collaterali all’encefalo che si hanno somministrando il farmaco per via orale. Questo metodo richiede un regolare rifornimento del farmaco somministrato per mezzo di un ago che attraversando la cute raggiunge il serbatoio della pompa. Il rifornimento avviene ogni 2-3 mesi. La pompa funziona automaticamente con più programmi ed il medico può utilizzare il programma di infusione più adatto a ciascun paziente. Le complicanze sono piuttosto rare e comprendono infezioni e perdite di liquido cefalorachidiano. Tutte queste metodiche sono totalmente reversibili e quindi non danneggiano il sistema nervoso e per di più sono adattabili alle realinecessità cliniche del paziente. La rizotomia selettiva delle radici sacrali posteriori è un intervento neurolesivo che consiste nell’esporre mediante laminectomia le radici che originano dal midollo spinale e quindi nell’interrompere mediante taglio le radici nervose sacrali che portano le informazioni sensitive al midollo spinale, con lo scopo di ridurre il tono muscolare dei muscoli innervati dai segmenti L1-S2 del midollo spinale. L’operazione chirurgia è eseguita in anestesia generale e può comportare disfunzioni della vescica e problemi sensoriali.

 
Partners:
           
     
     
     
     
     
     
     

 

 

   
Studio S.A.T.A.
Dr. Rodolfo Bucci
Anestesiologia. Terapia e cura del dolore.
Telefono: +39 0125 613183
Mobile:    +39 339 3575006
Email:      bucci@studiosata.eu
Via Circonvallazione, 6, 10010 Banchette d'Ivrea (TO)
P.I. 02139660019
               

 

© 2017 Studio SATA.